case di carte

Mi ricordo mio nonno che costruiva castelli di carte da briscola enormi ed equilibrati. Avevano forma triangolare, tanti triangoli perfetti e pensati a modulo del resto.

Case di carte di cui io riuscivo a mettere insieme solo una piccola parte, con fatica, piegando leggermente gli angoli delle carte per farle stare in equilibrio. Massimo tre triangoli e poi la precaria costruzione crollava. Sul tavolo c’era una tovaglia verde un po’ lanuginosa, e io ero piccola, mi sporgevo con gli occhi su tutto.

Ci ho riprovato dopo anni a costruire castelli di carte, mi sono cimentata in intere palazzine altissime e terrazzate, dalle forme futuristiche e improbabili, in case dai voli pindarici e dalle scale tortuose, barocche, attorcigliate, senza fine.

Poi le scosse telluriche del cuore e i viaggi e gli allontanamenti hanno spazzato via i fregi, i decori, le colonne tortili e gli specchi. È rimasto un piano terra essenziale fatto di necessarie fondamenta, di pochi oggetti e pochi amori, grandi, reali.

cards onirismi onanismi

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2 pensieri su “case di carte

  1. Sono così oniriche queste righe.
    Un bianco e nero stranamente magico in cui si aspetta il piano superiore e, poi, ancora un altro.
    Un altro ancora.
    G. Bonaccio feat. Stephanie Cooke – What I Need (Kenny Carpenter Soul Edge Mix)

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