Ritratto

Chiude i lembi del cappotto larghissimo in finta pelliccia, incassa la testa nelle spalle, tartaruga urbana che non sente nelle cuffie il disastro della città che le fracassa attorno. Un pezzo, e poi un altro, e un altro ancora mentre i piedi nelle scarpe bianche e il risvolto alla caviglia ballano un tip tap piccolissimo. Siede sulla panchina in ferro gelido della fermata del bus, abbozzando sorrisi alle schiene, legge un romanzo di Safran Foer, poi chiude il libro, prende lo smartphone e veloce scrive con le dita piuma

Sto arrivando. C’è uno strano traffico. Cuore.

Sono già qui. Ti aspetto fuori. Mi fumo una sigaretta.

Smettila di intossicarti! Faccina triste

E tu smettila di essere sempre in ritardo. Lo so che quando sono uscito di casa stavi ancora asciugandoti i capelli! Faccina occhiolino.

Cuore Cuore Cuore. Non è vero!

Il 58 arriva, lei non timbra, tanto il controllore non l’ha mai visto su quella linea.
Si siede con le ginocchia strette e il bus la porta via all’indietro, a volte le viene il mal di mare a viaggiare così e chiede sempre  di poter fare cambio, ma stavolta va bene, le cuffie ovattano il resto.
Impiega trentacinque minuti per arrivare al concerto, durante i quali: mette un like su facebook, cambia status in So ready for little music, scrolla il wall, commenta con uno Sweet una foto postatale da un’amica in cui lei e l’amica si abbracciano strette nelle maglie a righe sottili con un mare color arancione di tramonto, pubblica su instagram un riflesso in un vetro con hashtag mirror, legge ancora due pagine di Safran Foer, cambia playlist scegliendo tutti i pezzi che avrebbe ascoltato di lì a poco al concerto, per essere pronta a fare il culo a tutti quando poi sarebbero usciti e avrebbero parlato di anni e discografie, scrive a sua mamma che va tutto bene e le manda una stellina.
Scende dal 58, lui è dall’altro lato della strada, la aspetta ma non fuma, ha la faccia di chi fa finta di non guardare. Lei si sente molto bella, è felice del suo pellicciotto, del concerto, di conoscere a memoria tutti i testi, di avere i capelli puliti e di essere a cinque centimetri da lui senza che ci sia nulla di spiegato, senza dovergli afferrare la mano, senza che si amino per davvero.