Dopodiché

Mi piace molto usare la parola dopodiché.

Dopodiché disponi le melanzane una accanto all’altra in una teglia con carta forno, ci spolveri sopra del parmigiano, cospargi con della mozzarella tagliata a dadini e del sugo di pomodoro. Fai tanti strati finché non finiscono le melanzane.
Dopodiché sono andata dall’oculista, a farmi visitare, e mi ha detto che sono 0,25 astigmatica all’occhio sinistro, ed è per questo che vedo un po’ sfocato. Niente di grave, insomma.
Dopodiché ho deciso che parto da sola, che metto nello zaino quattro cose essenziali tra cui la giacca antipioggia e passo da Rotterdam prima di raggiungerlo ad Amsterdam, perché mi va tantissimo di vedere un porto, e anche il KunstHal disegnato da Rem Koolhaas, e poi anche witte de withstraat, con tutti gli spazi riconvertiti all’arte.
Dopodiché mi sono decisa a fare quella telefonata ma non mi ha risposto nessuno. Ci sono rimasta un po’ male.
Dopodiché me ne sono andata via da quella stanza in cui nessuno parlava con nessuno e solo la televisione andava a tutto volume, ognuno compresso nella sua solitudine, e quando sono uscita mi tremavano le gambe.
Dopodiché avevo pensato di rispondere a quella mail lunghissima ma non sapevo come e ho lasciato perdere perché non saprei proprio cosa dire, e finirei per dire banalità o cose che non penso fino in fondo.
Dopodiché ho inviato una mail lunghissima a tutti ma ha risposto solo una persona, forse hanno fatto il mio stesso ragionamento, e un po’ me ne sono dispiaciuta.
Dopodiché sono tornata a casa stanca morta, con la pioggia torrenziale di agosto e nessun ombrello in mano, il tempo di correre a casa e mi faceva già male la gola.
Dopodiché mi sono trincerata dietro le porte della metro che si chiudono come una ghigliottina e ho alzato il medio della mano destra contro la sua faccia.

ti piace vincere facile?

ti piace vincere facile? 
a me la pubblicità del lotto fa venire in mente quelli che i creative commons pensano siano dei personaggi della walt disney, che i credits non sanno dove stiano di casa, che pubblicano le foto sui giornali senza dire di chi, che pubblicano e utilizzano testi senza dire di chi, che le note a piè di pagina non esistono, che ti copiano la tesi senza dire di chi, che ti copiano le idee senza dire di chi, insomma che copiano e incollano come non ci fosse un domani, che ctrl C ctrl V sono i tasti più usurati del pc, che non amano i network ma la parola io, che alla fine è lo stesso verso che fa l’asino.