DIPLOMATICI

Maria Vittoria ha sedici anni nel novantanove, ha i capelli ricci, le braghe larghe sul sedere, una crisi ormonale in piena esplosione e da qualche mese ha il suo primo fidanzatino, un ragazzetto smunto ed alto con la vespa bianca e la sciarpetta dell’Ancona Calcio. Un evento di una portata incommensurabile questo, la scoperta di mani dentro mani ed occhi dentro occhi, la scoperta delle case di pomeriggio senza fare i compiti, il fulcro delle giornate, il centro motore di ogni tipo di pensiero.
Maria Vittoria abita a Fano, che è un posto che sta a nord di Ancona,  e a Fano c’è una pasticceria che ha i dolci più buoni di tutta la città. O per lo meno così si dice, probabilmente qualcuno ha assaggiato tutti i pasticcini di tutte le pasticcerie di Fano e poi ne ha fatto una stima, una media matematica di amarene e pan di spagna. In somma a Fano c’è questa pasticceria buonissima.
E a Maria Vittoria, coi suoi sedici anni, i jeans larghi sul sedere e la crisi ormonale viene commissionato un vassoio di diplomatici per il pranzo della domenica.
In pasticceria, con sua sorella minore al seguito, ha diecimilalire da investire. La pasticcera si sporge sul bancone.
-Prego?-
-Un vassoio da diecimila di profilattici per favore.-
-Come?-
-Un vassoio di profilattici per favore.-
-Scusa, che hai detto?-
-Un vassoio di profilattici…Diplomatici, diplomatici, i diplomatici, quelli che si mangiano.-
Maria Vittoria in quel momento avrebbe voluto che una botola le si aprisse sotto ai piedi e la inghiottisse; nella sua  testa suonavano solo alcune parole a caratteri cubitali, i caratteri le scossavano il cervello, se li vedeva rimbalzare davanti agli occhi come quelli dei manifesti di Rodchenko che aveva sopra al letto, erano rossi e neri e bianchi e titolavano con: che figura di merda che figura di merda che figura di merda.
Sennonché paga, e fugge via.
Alessandra, che ha sei anni, va in prima elementare, ha le lentiggini e crede che sua sorella Maria Vittoria sia un semidio da osannare e distruggere , chiede incuriosita cosa siano questi profilattici, che dolcetti siano, se siano al cioccolato o alla marmellata, che a sei anni fa una differenza fondamentale.
-Sono dei palloncini.- E Vittoria non aggiunge altro.
Il giorno dopo è un lunedì. Squilla il telefono a casa. Le maestre di Alessandra vogliono conferire con suo padre perché la bambina alla domanda: cosa vorresti per il tuo compleanno? Ha risposto: dei profilattici.

par condicio

Ci sono delle donne belle e intelligenti e che sanno bene di essere belle e intelligenti, che leggono della letteratura, che vanno agli incontri con gli scrittori, che indossano le borse di stoffa e le scarpe vintage, ci sono queste donne che dicono davanti agli uomini di essere brutte e umili per farsi fare dei complimenti e poi fanno di tutto per farsi notare di nascosto, gli mandano sms un pochino compromettenti, curano nei dettagli la loro identità virtuale, dicono spesso la parola Io; ecco io queste donne qui non le capisco, mi sembra che tutta la letteratura che leggono e tutti gli incontri a cui vanno gli servano solo per fare colpo sugli uomini e allontanare le donne e questo le rende proprio poco intelligenti, ma pur sempre belle.

(giro di parole per meglio chiarire il concetto di gatta morta)

Ci sono degli uomini belli e intelligenti e che sanno di essere belli e intelligenti, che leggono il manifesto, che vanno a correre al parco, che sviluppano e stampano solo in camera oscura, ci sono questi uomini che sono certi che le donne penzoleranno dalle loro labbra e quindi non fanno nulla, aspettano e basta e fanno i silenziosi, non si sbilanciano mai; ecco io questi uomini qui non li capisco, a trent’anni gli viene la crisi e da gigolò attivi politicamente diventano mammoni attivi politicamente, sarà che a trent’anni la genetica dice di costruire il nido, fatto sta che mollano la vita di prima e gli amori dei ventanni per la prima donna che passa e che dia loro sicurezza. Ecco, io gli auguro a questi uomini qui di incontrare una delle donne descritte prima.

(giro di parole per meglio chiarire il concetto di maschio senza palle)

di treni e di cose

Quando il treno che va da bologna a san benedetto del tronto dopo essersi fermato alla stazione di pesaro vira e alla tua sinistra appare il mare, l’acqua è così vicina che la puoi toccare, hai varcato il confine romagna marche e sei vicino a casa, accanto all’acqua, i polmoni si aprono e gli occhi anche. E sparisce la nebbia.

Oggi nel mare ci sono delle onde che più che onde sono lanci d’acqua verde contro gli scogli. Vorrei che distruggesse tutto, che si portasse via il cemento i pensieri le persone che si aggrappano come àncore alle vite degli altri.
C’è un tizio sul treno con occhi di lucertola. E’ grasso, indossa una infelice camicia di flanella a scacchi verdi su fondo rosso, un paio di jeans a buon mercato a cui sua madre o la sua fidanzata, non è sposato perchè non ha la fede, ha fatto l’orlo perchè lui è troppo grasso ma i pantaloni per i grassi sono anche lunghi.
E insomma questo tizio qua con occhi di lucertola guarda i culi di tutte le ragazze presenti, e se qualcuna si sta per alzare la fissa e aspetta che vada verso il bagno. 
Allora a un certo punto lo guardo, lui è seduto di fronte a me, e dico “La smette per favore?”
A me succede spesso che mi scappano dette le cose.
A volte a scuola, quando sto lavorando, mi scappa detta la parola merda e allora mi tappo la bocca con entrambe le mani e la merda sembra ancora più grossa.
Una volta con uno eravamo nella sua stanza, che era una delle cose più belle che possedeva, la sua stanza, la sua renault 4 e la sua città, e mi scappa detto che lo amo. Ho scatenato un inferno che mai mi sarei immaginata perchè non è che stessimo proprio assieme io e quello lì, ci si vedeva, e tra l’altro io non so nemmeno se lo amavo, è che a me scappano dette le cose.