candido

“ché a vederle, le cose si semplificano: e noi abbiamo invece bisogno di complicarle, di farne complicate analisi, di trovarne complicate cause, ragioni, giustificazioni. Ed ecco che a vederle non ne hanno più; e a soffrirle, ancora di meno….”

Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia, Sciascia

Poi capita a volte che io apra i vecchi libri mentre cerco di riordinare la stanza, in cui sembra sia esplosa una bomba, e trovi Candido che è un libro che ho letto tutto d’un fiato la notte con la lucina gialla sul comodino e che milioni di anni fa volevo illustrare su un cubo di cartone verde, e mi accorga di quanto a quel libro ci tenga e che dopo l’estate sulle due ruote e poi con lo zaino sulle spalle e poi di nuovo nella mia tana sia verissimo e chiarissimo quello che Sciascia dice, nonostante quel libro sia un po’ vecchio e sciupato e non mi ricordi bene tutte le parole che dice.


di ritagli, frammenti ed altre storie

Ho dato il via all’apertura dei cassetti per rifocillare il fogliame autunnale alle porte.
Immagini, pensieri, parole e omissioni qui sotto, incollati malamente come in ogni album che si rispetti.
Roma è di rosso vestita, solo per oggi, eccetto Alemanno

Tu dietro la tendina mi racconti di canzoni e fisarmoniche

Belgrado giorno e notte

L’amore ai tempi del liceo e senza la macchina

Follow the blue brick road

Il caffe turco, unica salvezza

Là per là 

Loro non lo sanno ma io le disegno da anni

Mi sono persa a Cracovia

Cracovia con macchina d’infanzia

Lui si che ha capito tutto, e le bilance di nonno

il Pratello è casa

Mantienimi che ti mantengo

come ci piace fare le foto agli alberi negli specchi anoi con la nikon

desaparecidos. 

nella pancia della balena