nel deserto

Nel deserto il fluire dei momenti si blocca, in una nuvola di sabbia o nella spina di un cactus che ferisce la pianta del piede. Nel sapore di una zuppa mangiata dentro a un bicchiere di plastica, nei trenta chilometri percorsi a piedi tra strade d’asfalto e di vento e tra sentieri di pietre aspettando di saltare sul cassone di furgone solo per guadagnare qualche metro. Nella gioia della prima doccia calda dopo un mese, e nel muso di un cavallo che ti sbuffa addosso.
Nelle stelle che sono diverse.
Nei milioni di autobus presi, passaggi inventati, ore in furgoni puzzolenti, scuse strampalate per risparmiare cento pesos, sole in faccia e sabbia nelle mani.
Il vento ti sbatte la realtà in faccia, ti schiaffeggia se non ti leghi i capelli, ti brucia gli occhi. Ma per questo dá nitidezza ai contorni, elimina gli orpelli e le parole inutili, ti mostra strade e ti trasporta. Ti lascia a un bivio, o nel mezzo di niente, e solo l’istinto o la casualitá ti guidano. Nessuna certezza é migliore della convinzione.
Imparare dagli animali, il fiuto e la vista, orecchie tese e gambe pronte a correre.
Fidarsi per forza, perché non hai altra scelta, e scappare di corsa se il sentore della situazione si capovolge di colpo.
E decidere che il tempo non esiste.
Scoprire di essere vivi e per questo sentirsi vivi.



viva la vida muera la muerte


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a me piacciono i ponti

a me piacciono i ponti perchè sotto di solito c’è un fiume, e perchè sui ponti non ci si ferma mai nessuno. di solito si attraversano i ponti, perchè la cosa importante sono le sponde. sono solo un tramite, che sorte ingrata. invece a me piace piazzarmici nel mezzo con le gambe penzoloni sopra l’acqua senza attraversarli o guardare la terra ai lati. a volte torno pure indietro da dove ero venuta, perchè io ero venuta solo per il ponte. forse me ne frego delle sponde perchè sono un’inconcludente del cazzo.